Scrivere un buon prompt non significa imparare una formula segreta o usare parole particolarmente tecniche. Nella maggior parte dei casi, la differenza tra una risposta generica e una risposta davvero utile dipende da quanto siamo riusciti a spiegare all’intelligenza artificiale che cosa vogliamo, in quale contesto e con quali caratteristiche.
Questo vale quando usiamo ChatGPT, Gemini, Claude o altri assistenti AI: più la richiesta è chiara, più aumentano le probabilità di ottenere un risultato vicino a quello che avevamo in mente.
Non significa però che un prompt debba essere necessariamente lungo. Un prompt efficace è soprattutto un prompt che contiene le informazioni giuste.
Che cos’è un prompt?
Il prompt è semplicemente l’istruzione che diamo a un sistema di intelligenza artificiale. Può essere una domanda di poche parole oppure una richiesta molto articolata.
Per esempio:
Scrivi un post sui social.
È un prompt perfettamente valido, ma lascia quasi tutto alla scelta dell’AI: non sappiamo per quale social network, per quale attività, per quale pubblico, con quale obiettivo e con quale tono.
Una richiesta come questa è già molto più utile:
Scrivi un post Facebook per presentare un nuovo servizio di consulenza digitale rivolto a piccole attività locali. Usa un tono professionale ma semplice, spiega il vantaggio principale in poche righe e termina con un invito a richiedere informazioni.
L’argomento è lo stesso, ma nel secondo caso l’AI dispone di indicazioni sufficienti per costruire una risposta molto più mirata.
I 7 elementi di un prompt efficace
1. Definisci l’obiettivo
La prima cosa da chiarire è il risultato che vuoi ottenere.
“Parlami di marketing” è una richiesta molto ampia. “Spiegami tre modi semplici per promuovere online un’attività locale con un budget ridotto” indica invece una direzione precisa.
Prima di scrivere il prompt puoi quindi chiederti: che cosa voglio avere alla fine?
Potrebbe essere:
- un testo da pubblicare;
- una spiegazione;
- un confronto;
- una sintesi;
- un elenco di idee;
- una procedura passo passo;
- del codice;
- una tabella;
- un piano di lavoro.
Più è chiaro il risultato desiderato, meno l’AI deve interpretare autonomamente le nostre intenzioni.
2. Aggiungi il contesto necessario
L’intelligenza artificiale conosce ciò che scriviamo nella conversazione, ma non può conoscere automaticamente la situazione specifica nella quale stiamo lavorando.
Se chiediamo:
Scrivi una email per un cliente.
mancano informazioni importanti.
Potremmo invece specificare:
Scrivi una email per un cliente che ha chiesto informazioni su un servizio ma non ha ancora risposto al preventivo inviato cinque giorni fa. Voglio ricordargli la proposta senza risultare insistente.
Il contesto non deve essere lunghissimo. Deve contenere ciò che serve all’AI per capire la situazione.
3. Indica a chi è destinato il risultato
Lo stesso argomento può essere spiegato in modi completamente diversi a seconda del pubblico.
Una spiegazione destinata a un programmatore può utilizzare termini tecnici. La stessa spiegazione rivolta a una persona senza esperienza dovrà usare parole più semplici ed eventualmente qualche esempio.
Quando è importante, specifica quindi il destinatario:
- clienti già acquisiti;
- potenziali clienti;
- studenti;
- professionisti;
- principianti;
- utenti tecnici;
- lettori di un blog;
- follower di un social network.
Questa semplice informazione può modificare notevolmente tono, lessico, profondità e struttura della risposta.
4. Assegna un ruolo quando serve davvero
Frasi come “Agisci come esperto di…” sono diventate molto comuni nei prompt. Possono essere utili, ma non sono obbligatorie.
Il ruolo serve soprattutto quando aiuta a definire la prospettiva con cui affrontare il problema.
Per esempio:
Valuta questa pagina come un esperto UX e individua gli elementi che possono creare difficoltà a un utente che la visita per la prima volta.
Qui il ruolo ha una funzione concreta: orienta l’analisi verso l’esperienza utente.
Usare ruoli generici come “sei il miglior esperto del mondo” aggiunge invece poco valore se non sono accompagnati da un compito e da criteri precisi.
5. Specifica il formato della risposta
Spesso sappiamo quali informazioni vogliamo, ma dimentichiamo di dire come vogliamo riceverle.
Possiamo chiedere all’AI di rispondere sotto forma di:
- elenco puntato;
- tabella;
- email;
- post social;
- articolo;
- checklist;
- procedura numerata;
- schema;
- codice;
- FAQ.
Se devi confrontare tre servizi, per esempio, una tabella può essere più utile di cinque paragrafi di testo.
Indicando il formato evitiamo inoltre di dover chiedere una seconda volta di riorganizzare la risposta.
6. Aggiungi vincoli e indicazioni utili
I vincoli servono a definire ciò che la risposta deve rispettare.
Alcuni esempi:
- massimo 150 parole;
- tono professionale ma non burocratico;
- evita termini troppo tecnici;
- includi tre esempi;
- non inventare dati mancanti;
- usa frasi brevi;
- non usare emoji;
- termina con una call to action;
- indica chiaramente eventuali informazioni da verificare.
I vincoli sono particolarmente utili quando abbiamo già un’idea abbastanza precisa del risultato finale.
Non bisogna però esagerare: troppe regole, soprattutto se contraddittorie, possono rendere il prompt inutilmente complicato.
7. Fornisci esempi o criteri di qualità
Quando è difficile descrivere a parole il risultato desiderato, un esempio può essere molto più efficace.
Possiamo indicare un modello di struttura, un tono che ci piace oppure un risultato precedente da usare come riferimento.
Per esempio:
Proponi cinque titoli. Devono essere chiari e informativi, simili per stile a “Come scegliere un computer per lavorare da casa”, evitando titoli sensazionalistici.
In questo modo non stiamo chiedendo di copiare il titolo: stiamo comunicando un criterio stilistico.
Anche indicazioni come “privilegia la chiarezza rispetto alla creatività” o “separa chiaramente fatti e ipotesi” possono aiutare l’AI a capire cosa consideriamo un buon risultato.
Da una richiesta generica a un prompt efficace
Vediamo tre esempi pratici.
Esempio 1: un post social
Prompt generico:
Scrivi un post per Facebook.
Prompt più efficace:
Scrivi un post Facebook per una piccola attività locale che vuole presentare un nuovo servizio. Il pubblico è composto principalmente da persone tra 35 e 60 anni. Usa un tono semplice e professionale, evita termini tecnici, mantieni il testo entro 120 parole e termina invitando a chiedere maggiori informazioni.
Esempio 2: una email
Prompt generico:
Scrivi una email per ricontattare un cliente.
Prompt più efficace:
Scrivi una breve email per ricontattare un cliente a cui ho inviato un preventivo una settimana fa e dal quale non ho ancora ricevuto risposta. Il tono deve essere cordiale e professionale, senza creare pressione. Chiedi se ha avuto modo di valutare la proposta e offri disponibilità per eventuali chiarimenti.
Esempio 3: capire un argomento complesso
Prompt generico:
Spiegami cosa sono i modelli linguistici.
Prompt più efficace:
Spiegami che cosa sono i grandi modelli linguistici a una persona che usa strumenti come ChatGPT ma non ha competenze di programmazione o machine learning. Usa un linguaggio semplice, un esempio concreto e limita la spiegazione a circa 500 parole. Alla fine indica anche due limiti importanti da conoscere.
Gli errori più comuni quando si scrive un prompt
Anche senza conoscere tecniche particolari, è possibile migliorare molto i risultati evitando alcuni errori frequenti.
Essere troppo generici
Se lasciamo quasi tutte le decisioni all’AI, riceveremo spesso una risposta corretta ma molto generica.
Inserire troppe richieste diverse nello stesso prompt
Quando un prompt contiene molti compiti non collegati tra loro, può essere più efficace dividerli in passaggi successivi.
Dimenticare il pubblico
Un testo può essere corretto ma completamente inadatto alle persone che dovranno leggerlo.
Non indicare il formato
Se ci serve una tabella, una checklist o una email, è meglio dirlo subito.
Dare per scontate informazioni che l’AI non possiede
Il sistema non conosce automaticamente il nostro progetto, il cliente, il documento a cui stiamo pensando o le decisioni prese fuori dalla conversazione. Le informazioni importanti devono essere fornite.
Scrivere istruzioni contraddittorie
Chiedere contemporaneamente un testo “molto approfondito”, “brevissimo” e “che non tralasci nessun dettaglio” lascia inevitabilmente spazio all’interpretazione.
Considerare la prima risposta come definitiva
Il prompt non deve necessariamente risolvere tutto al primo tentativo. Spesso il metodo migliore consiste nel partire da una buona richiesta e poi perfezionare il risultato:
- “Rendilo più sintetico”;
- “Spiega meglio il secondo punto”;
- “Aggiungi un esempio concreto”;
- “Elimina le parti ripetitive”;
- “Proponi un’alternativa con un tono meno formale”.
La conversazione con l’AI è parte del processo.
Checklist veloce prima di inviare un prompt
Prima di premere Invio, puoi controllare rapidamente questi punti:
- Obiettivo: ho spiegato chiaramente cosa voglio ottenere?
- Contesto: l’AI dispone delle informazioni necessarie?
- Pubblico: ho indicato a chi è destinato il risultato, se è rilevante?
- Formato: ho specificato come voglio ricevere la risposta?
- Vincoli: ci sono limiti o requisiti importanti da rispettare?
- Esempi: un riferimento potrebbe aiutare a capire meglio ciò che voglio?
- Chiarezza: le istruzioni sono coerenti tra loro?
Non è necessario inserire tutti questi elementi in ogni prompt. Una domanda semplice può restare semplice. Il punto è aggiungere le informazioni che servono davvero per quel compito.
Un metodo più semplice per costruire il prompt
Quando la richiesta diventa più articolata, può essere utile costruirla per blocchi invece di partire da una pagina bianca.
Il Prompt Builder di MediaMeeting permette di organizzare obiettivo, pubblico, contesto, formato e altre indicazioni in modo guidato. Il prompt viene costruito direttamente sul sito, senza dover partire ogni volta da zero.
In sintesi
Un prompt efficace non deve impressionare l’intelligenza artificiale. Deve semplicemente ridurre le ambiguità.
Dire chiaramente cosa vogliamo ottenere, fornire il contesto necessario, indicare il pubblico e specificare formato e vincoli è spesso sufficiente per migliorare sensibilmente una risposta.
E quando il risultato non è ancora quello desiderato, non è necessario riscrivere tutto da capo: possiamo correggere, approfondire e perfezionare la richiesta passo dopo passo.